Le Ortique

Le Ortique ovvero del canone deformato PREMESSA Schiacciate dalla storia, dal corso incontrollato degli eventi, dall’affermarsi dei canoni e dall’accentramento dei poteri costituiti, molte artiste donne non sono riuscite a essere realmente protagoniste del loro tempo. Il nostro gruppo si propone di ripensare proprio a loro. Di ripensare a tutte quelle protagoniste mancate – artiste, scrittrici, poete – che per diverse ragioni non sono riuscite a vivere e sopravvivere al loro tempo. Siamo consapevoli infatti che le loro visioni, il loro immaginario, la loro poetica risuonino ancora di significato e sarebbe davvero imperdonabile dimenticarle nel silenzio degli archivi, lasciandole ancora una volta senza volto e senza voce. CHI SIAMO/ MISSIONE Siamo un gruppo di poete, scrittrici e studiose contemporanee che hanno deciso di riunirsi per approfondire, creare, ricercare, discutere. Abbiamo esperienze di vita, di studio e background differenti. Non abbiamo un’etichetta di appartenenza né una scuola di riferimento; ognuna di noi viene da luoghi diversi e ha sperimentato l’attivismo in letteratura o in altro ambito senza mai partecipare a un collettivo di artiste come quello odierno. Ci unisce il credere che siano molte le voci delle artiste donne dimenticate che meritino uno spazio e un’occasione di approfondimento. Troppo spesso, voci autorevoli e di pregio sono state soppresse, silenziate, isolate, messe a tacere, imperdonabilmente consegnate all’oblio. La nostra missione vuole essere questa: dare loro una seconda possibilità di vita, una seconda voce. Il nostro intento è quello di divulgare e comunicare senza rinunciare all’essenzialità della parola. Ecco cosa faremo: proporremo interviste a artist*, studios*, archivist*, attivist*; tradurremo poete mai tradotte e scrittrici di diversi paesi; realizzeremo dei podcast e dei video; creeremo delle canzoni e delle opere d’arte visiva; lanceremo eventi, open mic, happening, occasioni d’incontro aperte a tutti. PROMESSA Ci impegniamo a rifiutare partecipazioni in cui riteniamo che non sia garantita l’equa rappresentanza di genere.

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