Categoria: Evento

28 Marzo 2020, 21.00

Pojana e i suoi fratelli

I fratelli maggiori di Pojana: Edo il security, Tonon il derattizzatore, Alvise il nero e altri, videro la luce all’indomani del primo aprile 2014. In quel giorno, infatti, l’Italia scoprì che in un capannone di Casale di Scodosia (comune del veneziano noto per i mobilifici e per i carri allegorici) veniva costruito un secondo Tanko, una macchina movimento terra blindata, con un ‘cannoncino’ in torretta.

Io e il mio socio, il musicista Giorgio Gobbo, sentimmo subito la necessità di raccontare alla nazione le storie del nordest che fuori dai confini della neonata Padania nessuno conosceva. “Il mondo deve sapere – pensavamo – come mai i laboriosi veneti costruiscono nei loro capannoni svuotati dalla crisi delle “tecniche” degne dell’Isis”. Va detto che queste storie venivano già raccontate da giornalisti straordinari come Rumiz e Stella, o sociologi come Diamanti, ma a teatro erano ancora poco presenti. C’era un buco, pensavamo.

È significativo e terribile che i veneti siano diventati, oggi, i cattivi: evasori, razzisti, ottusi. Di colpo. Da provinciali buoni, gran lavoratori, un po’ mona, che per miseria migravano a Roma a fare le servette o i carabinieri (cliché di molti film in bianco e nero), a avidi padroncini, così, di colpo, con l’ignoranza a fare da denominatore comune agli stereotipi.

Un enigma, che per noi si risolve in racconto: siamo passati da maschere più o meno goldoniane a specchio di una società intera.

Una promozione praticamente.

Quando Francesco Imperato mi propose di collaborare al progetto “This is Racism”, recitando il testo di Marco Giacosa per il video di “Ciao Teroni” (c’era un titolo più lungo e articolato, ma la viralità lo ha ridotto a questo), Franco Ford detto “Pojana” era già nato. Era il ricco padroncino di un mio adattamento delle “Allegre comari di Windsor” ambientato in Veneto, con tutti le sue fisse: le armi, i schei e le tasse, i neri, il nero. In seguito, la banda di Propaganda Live l’ha voluto sul suo palco, e lui si è rivelato appieno per quel che è: un demone, piccolo, non privo di saggezza ma non particolarmente in alto nella gerarchia infernale, che usa la verità per i suoi fini e trova divertenti cose che non lo sono, e che è dentro ognuno di noi.
Ed eccolo qui, con tutti i suoi fratelli, a raccontare storie con un po’ di verità e un po’ di falsità mescolate, per guardarsi allo specchio.


Primi 100 biglietti a 15€



poi

BIGLIETTI: 20€

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27 Marzo, 21.00

Se fossi la tua ombra, mi allungherei a mezzogiorno

Storia perfetta dell’errore



Venerdì 27 Marzo 2020

ore 21.00

Auditorium San Gaetano

Via Altinate, 71 – Padova



Tutte le storie che conosco, tutte le storie che mi si affacciano alla mente sembrano affermare la medesima cosa.

E cioè che l’errore è il battito di coda dell’esistenza, il modo in cui essa procede e si traccia una strada nelle tenebre.


Qui ho messo insieme alcune di quelle storie.


Ho composto un inno allo sbaglio che migliora, alla perdita che arricchisce, alla caduta che innalza, alla difficoltà che mette le ali ai piedi, alla pecca che si rivela –infine- una forma superiore di perfezione.


Questo è un monologo ancestrale e, contemporaneamente, un monologo storico.


In che senso? Nel senso che racconta di come è comparsa e si è evoluta la vita sulla Terra. Ma ad ogni evento ancestrale narrato, poi, collega un avvenimento storico, un personaggio del passato (Galileo, Michelangelo ecc.).


Certo, alcuni parallelismi potrebbero sembrare un po’ azzardati, un po’ troppo acrobatici.


Tuttavia, credo, le storie si chiamano fra di loro. Si toccano. Gettano l’una sull’altra luce.

Anzi, forse ogni storia è rivolta ad ognuno di noi; e vuole chiamarci, toccarci, illuminarci.





BIGLIETTI:
10€ + ddp | 12€ alla porta


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26 Marzo 2020, 18.00

La letteratura, l’immaginazione e la potenza creatrice



Giovedì 26 Marzo 2020

ore 18.00

Auditorium San Gaetano

Via Altinate, 71 – Padova



Adone Brandalise terrà in esclusiva per IRRUZIONI 2020 una lezione musicata su come la letteratura possa essere uno strumento della potenza del dire e dell’immaginare, quale creazione del mondo e della sua rappresentazione.



La scrittura, e in particolare la poesia, danno infatti corpo al pensiero, al divenire e alla possibilità dell’essere, invadono lo spazio fra l’azione e la contemplazione, fra la dynamis e l’accadimento, fra il vuoto e la realizzazione.


La lezione-spettacolo si articolerà in tre parti in cui gli interventi si alterneranno alle musiche del collettivo 19’40” (Enrico Gabrielli e Sebastiano De Gennaro) che esprimeranno la la forza dei suoni organizzati in musica, una forma aperta ed inafferrabile, dando prova di puro esempio di energia potenziale sonora.


Per l’occasione eseguiranno:

– Letter Piece N5 di Matthew Shlomowitz (5 min)

– Workers Union di Louis Andriessen (15min)

– Clapping Music di Steve Reich (5min)



Introduce l’incontro: Vincenzo Romania





BIGLIETTI:
7€ interi | 2€ studenti fino ad esaurimento posti


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26 Marzo 2020, 21:00

Quello che ho capito di De Andrè



Giovedì 26 Marzo 2020

ore 21.00

Auditorium San Gaetano

Via Altinate, 71 – Padova



Fabrizio De André, una delle figure più significative e influenti del panorama culturale italiano viene raccontata e riletta attraverso canzoni scomposte, storie di vita vissuta, errori, conflitti personali
affiancati a quelli storici e politici del nostro Paese.


Per Federico Dragogna (I Ministri):
“Fabrizio De André è una bomba disinnescata dalla teca che molti si sono affrettati a costruirgli attorno, e che permette oggi a un qualsiasi politicante di citarlo e appropriarsene anche solo per un tweet.

Proprio in tempi in cui un’ombra sul curriculum può distruggerti la vita, si sceglie un anarchico
tesserato, bevitore accanito, fumatore accanito, figlio di papà e bestemmiatore come Maestro:
siamo un Paese di ribelli o un rehab per ribelli?

Di certo, tutto ciò che ha scritto e tutto ciò che scelse di vivere hanno ancora un’energia che
nessun tweet o discorso ufficiale può sopprimere.

Di questa energia, anche quando sporca e radioattiva, ne ho approfittato per anni – e ho deciso di
raccontarla in un breve testo che parla di me, di lui e della libertà di scegliere la strada sbagliata.
Non è un concerto e non è un reading, eppure c’è della musica (suonata e non) e io che leggo delle
cose: che cos’è lo scoprirò anch’io insieme a chi mi sarà davanti”.





BIGLIETTI:
5 €


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6 Aprile 2019, 15:00 – 18:00

Passeggiate poetiche – Irruzioni performative in città

Le associazioni locali e internazionali parteciperanno con inedite peripezie urbane appositamente studiate per l’occasione. Nelle strade, sui ponti, sotto ai portici, danze, improvvisazioni, performance teatrali e poetiche. Con: AcrobaticYoga, Auló Teatro, C(H)IQ, Dimateria, Compagnia Teatrale Universitaria Mit-sein, Ottavo Giorno, Pablo Cortello, Paris Lit Up, Piano T Associazioneculturale, Spazio Danza, Teatro delle Correnti, Tokoyami, VIAdanza, Xearte.

6 Aprile 2019, 10:15 – 13:00

Perfiume – performance in due atti per tre esecutori e tre barche su un corso d’acqua

Concerto unico, a bordo di barche tradizionali della laguna veneziana, su partiture appositamente scritte dai maestri Enrico Gabrielli e Sebastiano de Gennaro. Musiche a cura di 19’40” e SottoSuono con Gianni Chi (fisarmonica) – Sebastiano De Gennaro (percussioni) – Mario Frezzato (oboe). In collaborazione con Amissi del Piovego, Scuola di Voga Veneta Zonca, TVB – Traditional Venetian Boats e Gruppo Remiero Meolo.

5 Aprile 2019, 21:00

Poetry Slam

Gara poetica per atleti della parola. MC Alessandra Racca (con un estratto del suo spettacolo “Mia zia era vintage”) partecipano: Ali Casadei – Rachele Pavolucci – Eugenia Galli – Eugenia Giancaspro – Carolina Camurati – Wissal Houbabi in collaborazione con LIPS – Lega Italiana Poetry Slam.